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L’origine dei portafortuna nel mondo

Talismani, gatto giapponese, trifoglio, utilizzati sin dall’origine come portafortuna in tutto il mondo e sono carichi di significato.

Qualsiasi sia il modo in cui vengono usati si ritiene che questi talismani o amuleti possano fornire una qualche “scorciatoia” verso un futuro migliore, e una protezione contro gli spiriti maligni o le forze oscure in generale.

Naturalmente, non ci sono prove che tali oggetti funzionino davvero. Ma questi simboli culturali sono fonte di conoscenze e fascino. Alcuni di questi oggetti totemici trovano le loro origini nella fede, altri derivano dalla tradizione.

Origine dei portafortuna

In tempi di difficoltà o di dubbio, molti di noi si rivolgono a un portafortuna. Quando le cose si fanno difficili, l’uomo cerca qualcosa che possa far sperare in giorni migliori.

Le “zampe di coniglio” erano diffuse durante il periodo della Depressione, i piloti di caccia della Seconda guerra mondiale volavano spesso con dei dadi portafortuna.

Nella parte rurale del Perù, i torito de pucará in argilla rappresentano l’equilibrio tra il bene e il male nell’universo. Sono comunemente fissati ai tetti delle case per proteggere la vita della famiglia.

Portafortuna apotropaici

Gli oggetti apotropaici, simboli che allontanano gli spiriti maligni, accompagnano l’uomo da migliaia di anni.

Tra i più antichi troviamo l’occhio di Allah, si suppone che protegga dalla cattiva sorte, o meglio dal malocchio, un concetto che risale a circa 5.000 anni fa ai Sumeri della valle dell’Eufrate.

Un altro antico amuleto della Via della Seta è la hamsa, che abbonda nei mercati dal Marocco a Israele. Questo grazioso palmo di mano, che gli ebrei chiamano Mano di Miriam e i musulmani Mano di Fatima, può essere realizzato in ottone, stagno, smalto e altri materiali.

Gli amuleti possono anche essere astratti o avere forme meno riconoscibili, come ad esempio l’occhio di Allah rappresentato da motivi triangolari su un tappeto o da specchi di forma rotonda su un arazzo.

Creature portafortuna

In tutto il mondo si crede nelle creature di buon auspicio: gli elefanti portafortuna in Tailandia, i protettivi torito de pucará (tori di ceramica) che adornano molti tetti nel Perù rurale e in Bolivia.

In Giappone i maneki-neko, ossia i gatti portafortuna che salutano all’entrata di un ristorante o di un negozio. Sono pensati per attrarre i clienti e portare benessere e fortuna.

Atti di fede

In molti Paesi, si pensa che i rituali possano influenzare la fortuna.

In Inghilterra, alcuni pronunciano la parola “coniglio” il primo giorno di ogni mese non appena svegli. I serbi potrebbero versare acqua dietro qualcuno durante un viaggio o un colloquio di lavoro.

La vigilia di Capodanno, gli spagnoli indossano biancheria intima rossa e mangiano dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte, presumibilmente come buon auspicio per 12 mesi di buona fortuna.

Qual è il vostro portafortuna? Siete superstiziosi oppure no?

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