Amarcord

Ricordando… la lunga notte sulla Luna

Oggi 21 luglio ripercorriamo un evento che ha cambiato le sorti del mondo: l’atterraggio sulla luna da parte di Armstrong e i suoi compagni.

Il 21 luglio 1969 è uno di quei giorni scolpiti nella memoria di molte persone. Per noi italiani erano quasi le cinque del mattino quando Neil Armstrong uscì dalla navicella e lasciò la sua impronta sulla superficie lunare.

La lunga notte sulla Luna

Erano le 4,56 del 21 luglio 1969, ma nelle case quasi nessuno dormiva per condividere la grande emozione davanti alla Tv.

La missione era iniziata il 16 luglio, alle 9,32 (ora locale), con il lancio dell’imponente razzo Saturno V dal Kennedy Space Center.

All’estremità anteriore del razzo era collocata la navicella Apollo con a bordo tre astronauti: Neil Armstrong, Edwin Aldrin, Michael Collins.

Dopo quattro giorni di viaggio, il 20 luglio, il modulo della navicella, Eagle, iniziò la discesa verso la superficie lunare.

L’operazione fu completata alle ore 20,17 (22,17 ora italiana) e sei ore più tardi, alle 2,56 (4,56 in Italia) del 21 luglio.

L’astronauta e comandante della missione, Neil Armstrong, poggiò il suo piede sulla superficie lunare, pronunciando la storica frase:

«Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco balzo per l’umanità».

Venne anche piantata la bandiera americana e fu lasciata una targa di acciaio inossidabile con incise queste parole: «Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 dopo Cristo. Siamo venuti in pace, per tutta l’umanità».

La fantastica avventura si concluse il 24 luglio, poco prima dell’alba, con l’ammaraggio nell’oceano Pacifico a 2.660 chilometri a est dell’isola di Wake.

Al ritorno in patria Armstrong, Aldrin e Collins ebbero accoglienze trionfali, furono salutati come eroi, ricevettero le più alte onorificenze.

La missione Apollo 11 rappresentò il culmine della gara spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica iniziata negli anni della guerra fredda con il lancio, il 4 ottobre 1957, del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1.

L’opinione pubblica sembrava appassionarsi alla competizione tra le due superpotenze, ma sempre più numerose cominciarono a levarsi le critiche.

Molti avrebbe voluto che tanto impegno e tante risorse fossero destinati a migliorare le condizioni della parte meno fortunata dell’umanità.

Il nostro parere

Ricordare come tutto è iniziato, un piccolo passo per l’uomo, che adesso è diventato il fulcro del lavoro di molte persone che vogliono esplorare lo spazio, vivere gli altri pianeti, laddove sia possibile.

D’altronde lo spazio ci affascina e non vediamo l’ora di vedere i prossimi lanci.

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